Oggi è una giornata uggiosa. Dicono che a Cadice ci sono 300 giorni di sole l’ anno e 65 di mal tempo. Credo che da quando sono qui sto scontando quasi tutti i giorni di cattivo tempo. La temperatura non è bassa, siamo in torno ai 17 °, però soffia un forte vento oceanico che proviene da Nord - Ovest che fa percepire una temperatura decisamente più bassa.
Vivere in un paese straniero, come è ovvio, obbliga lo “straniero” a conformarsi a ciò che è lo stile di vita del paese nel quale risiede. Qui in Spagna, a Cadice, il finesettimana è, per così dire, sacro. I negozi sono aperti solo il sabato mattina mentre il pomeriggio e la domenica non c’ è niente di aperto. È una sensazione strana perché ero abituato alle passeggiate del sabato, al classico aperitivo con gli amici dopo una settimana passata chi a studiare e chi a lavorare. Qui invece niente. La desolazione.
Non ho ancora bene capito il perché di questo assoluto riposo, è come se si creasse una completa situazione di relax collettivo. Il probleme è che non si sa letteralmente cosa fare.
Per fortuna che in questi giorni ho cercato il più possibile di ambientarmi in questa piccola città (forse un po’ troppo piccola) e ho trovato una squadra di pallanuoto: il WUCA Cadiz. Gente simpatica che si ritrova tutte le sere in piscina per allenarsi e stare insieme.
Giocare in una squadra spagnola ha il duplice vantaggio di imparare lo spagnolo e conoscere gente spagnola.
L’ esperienza Erasmus infatti ha, secondo il mio modestissimo avviso, un problema fondamentale: l’ integrazione. Lo studente Erasmus viene catapultato in una realtà completamente nuova, spesso senza una adeguata preparazione linguistica da parte della sua università, nella quale le prime persone che incontra non sono la gente del luogo, salvo casi specifici, ma studenti nella medesima condizione. È comprensibile come, dopo pochi giorni, si formi una specie di comunità di studenti provenienti da tutta Europa che ha come punti di ritrovo, oltre che gli appartamenti presi in affitto, i vari locali della città. Questa situazione è sicuramente dettata da una poco approfondita conoscenza della lingua e dalla necessità di fare amicizie. Tutto ciò ha dei risvolti positivi: ci si approccia con gradualità al’ idioma del paese, s’ incontrano persone provenienti da tutta Europa e si stringono amicizie sicuramente positive. Ma vi sono anche dei risvolti negativi: col passare del tempo ci si accorge che questa comunità tende a fare capo a se stessa. Feste Erasmus, locali Erasmus, “condizione” Erasmus (su questo argomento ci sarebbe da scrivere un post a parte) creano il rischio di una chiusura nei confronti della vita della città.
Avere trovato una squadra qui non può essere che un vantaggio. La cosa bella è che inoltre ogni sabato giochiamo contro squadre di tutta la provincia dell’ Andalusia. In pratica ci si tiene in forma, si conoscono gente del luogo e si visitano, praticamente a gratis, quasi tutti i centri più importanti di questa regione. Per esempio la settimana scorsa ho fatto una trasferta a Ceuta, una provincia spagnola in terra d’ Africa che difficilmente avrei potuto vedere.
Nei prossimi giorni metterò on - line le foto di questa trasferta e vedrò di raccontare qualcosa di quel che ho visto.
Giovanni Pagano
